Regeni faceva troppe domande, ecco la confessione di chi l’ha denunciato

Giulio Regeni era stato incaricato dall’università di Cambridge di svolgere sul campo una ricerca nell’ambito del mondo sindacale. Poi, però, in quello stesso Egitto dove avrebbe dovuto portare a termine la sua ricerca, Giulio ha trovato la morte. Qualcuno l’ha prima rapito e poi  torturato e ucciso brutalmente, probabilmente in connessione con i legami che Regeni aveva con il movimento sindacale che si oppone al governo del generale di Al Sisi. Ad oggi non c’è stata ancora nessuna svolta e i genitori del ragazzo continuano a chiedere giustizia.

La confessione del capo del sindacato egiziano

In una recente intervista all’edizione araba dell’Huffington Post, il capo del sindacato egiziano degli ambulanti, Mohamed Abdallah, ha confessato che è stato proprio lui ad aver consegnato il ricercatore italiano, Giulio Regeni, al ministero dell’Interno, ossia agli uomini che fanno capo direttamente al presidente Al Sisi. Per Abdallah, Regeni faceva troppe domande.

Secondo quanto riportato dall’Espresso, queste sarebbero le parole dell’uomo: “Sì, l’ho denunciato e l’ho consegnato agli Interni e ogni buon egiziano, al mio posto, avrebbe fatto lo stesso. Siamo noi che collaboriamo con il ministero degli Interni. Solo loro si occupano di noi ed è automatica la nostra appartenenza a loro. Quando viene un poliziotto a festeggiare con noi a un nostro matrimonio, mi dà più prestigio nella mia zona”.  E poi “è illogico che un ricercatore straniero si occupi dei problemi degli ambulanti se non lo fa il ministero degli Interni. Quando io l’ho segnalato ai servizi di sicurezza, facendo saltare la sua copertura, lo avranno ucciso le persone che lo hanno mandato qua”.

Già dallo scorso Marzo, Abdallah, che secondo fonti della sicurezza interna egiziana era stato individuato come appartenente ai servizi segreti, era sospettato di aver tradito Regeni. I primi dubbi e sospetti erano emersi dopo che un’amica del ricercatore aveva parlato di una vendetta dell’uomo nei confronti di Regeni e affermato che il sindacato è infiltrato dai servizi. Tuttavia restano ancora molti i punti oscuri attorno alla vicenda. Chi ha conosciuto Giulio sa che era un ragazzo straordinario, aveva vinto anche diversi premi per le sue ricerche sul  Medio Oriente. Amici e familiari continuano a battersi senza sosta per far emergere la verità su quello che è accaduto davvero.

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