L’Euro ha compiuto 15 anni. E noi stavamo meglio con la Lira

Sono passati 15 anni da quando venne introdotto l’Euro. Il primo gennaio 2002 il destino di milioni di italiani si preparava ad un cambiamento epocale. Se oggi ci si ferma a parlare con qualsiasi passante, o amico, o familiare, si capisce subito che quel cambiamento è stato più nocivo che benefico. La frase che ci si sente ripetere più spesso e che ormai è diventata quasi un mantra è: “i prezzi sono tutti aumentati, ma gli stipendi sono rimasti gli stessi”.

Ed è vero, se vai al mercato a fare la spesa ti accorgi che quei 50 euro che avevi gelosamente nel portafoglio spariscono in un nanosecondo. Eppure hai preso soltanto un po’ di pane, due verdurine, qualche mela e niente di più. Il caffè al bar non ne parliamo, oggi c’è chi lo propone a 1 euro o addirittura a 1,50 euro se non oltre. E poi più passa il tempo, più i prezzi crescono. Un anno magari vai al cinema con 6 euro, e l’anno dopo con 7. Un mese compri il tuo giornale preferito a 1 euro, prezzo tondo, e il mese dopo ti accorgi che al tuo euro devi aggiungere un’altra monetina da 50 centesimi.

Ma una volta non era così. I soldi che si guadagnavano lavorando, anche se pochi, bastavano e con quelli ci si andava avanti, si arrivava a fine mese felici e contenti. L’Euro, dicono molti, è stato la rovina di tutto perché oggi si guadagna di meno o non si guadagna affatto, perché c’è la crisi ma i prezzi dei beni di prima necessità, come quelli del settore alimentare, costano troppo. E allora si è perennemente costretti ad andare a caccia di offerte, sconti, 2×1, 3×2 e chi più ne più ne metta.

Forse sì, stavamo meglio con la Lira, e questo compleanno dell’Euro non è che poi ci vada tanto a genio. Perché l’Euro ha cambiato le vite degli italiani, sì, ma in peggio.