Di padre in figlio: così assegni e vitalizi politici si trasmettono agli eredi

Al Sud, come nel resto d’Italia, la politica, o meglio i politici, gettano nell’indignazione più totale il resto della popolazione. In Sicilia lo Statuto prevede che gli assegni previdenziali dei consiglieri siciliani passino dai deputati ai loro eredi. Così ogni mese l’Assemblea Regionale della Sicilia trasferisce risorse per un milione e mezzo di euro sui conti correnti di circa 300 esponenti politici e loro familiari.

I numeri

Stando ai dati diffusi dall’Agi, un deputato siciliano riceve un assegno mensile da 4.916 euro, per un totale di 801.407 euro percepiti da 13 ex consiglieri-deputati. Gli eredi dei politici defunti percepiscono 127 assegni di reversibilità per un costo totale, 572.830 euro l’anno e un assegno medio di 4.510 euro. Nel conto entrano 17 vitalizi da 5.813 euro in media e riguardanti 17 pensionati, e 9.788 euro dei tre assegni di reversibilità destinti ai figli. Cifre da capogiro che rievocano alla mente la figura di Giuseppe Alessi, storico membro dell’Assemblea Regionale Siciliana, che nel 2009 morì all’età di 103 anni, lasciando il suo vitalizio alla figlia.

Tuttavia alcuni cambiamenti nel sistema si sono già registrati nel 2012 quando la Sicilia ha deciso di cambiare determinate norme e dire basta all’introduzione di nuovi vitalizi, nonché limitare l’erogazione dell’assegno soltanto a chi abbia trascorso almeno 5 anni nell’Assemblea Regionale (o abbia 60 anni e due mandati alle spalle).

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